A/R Andata+ritorno
Finalmente Libero!
di Giulio Frafuso

 
  Italia, 2004
di Marco Ponti, con Libero De Rienzo, Vanessa Incontra, Kabir Bedi, Ugo Conti


Visto il numero, la qualità media e soprattutto gli incassi delle pellicole italiane presenti in sala in questo momento, si potrebbe quasi azzardare l’ipotesi che la nostra cinematografia sia in un periodo abbastanza fertile. Da Verdone a Soldini, da Castellitto a Rubini, passando per la strada impervia ma affascinante di Garrone, oggi in sala si può senza dubbio trovare una più che discreta testimonianza di cinema italiano quantomeno valevole. L’uscita di Andata+ritorno non fa che confermare questa tendenza.
Che questo secondo film di Marco Ponti si sarebbe rivelato un’operina gentile e frizzante proprio non ce lo aspettavamo, vista la presuntuosa supponenza con cui il regista torinese aveva affrontato il suo esordio decisamente sopravvalutato, quel Santa Maradona che qualche anno orsono aveva ottenuto un paio di David di Donatello ed incassato un bel po' di soldi (almeno per un film italiano). La seconda fatica di Ponti, invece, sceglie di volare più basso della precedente, non si pone come pseudo-manifesto generazionale per i trentenni confusi di oggi e gioca tutte le sue carte puntando su una storia piccola, sempre mantenuta in bilico fra il realismo e l’assurdo. Carta quasi sempre vincente - a nostro avviso - quando si vuole raccontare facendo ridere. Le vicende del pony Dante e dell’hostess Nina si intrecciano in un susseguirsi di eventi e di situazioni più o meno paradossali, che sottolineano la capacità di Ponti di mettere in scena personaggi sempre un po’ sopra le righe. Ad aiutarlo, una sceneggiatura molto ben oliata e spumeggiante, almeno fin quando non deve sciogliere gli intrecci creati nella prima parte del film - senz’altro la migliore. Il regista mette al servizio dello script un buon senso visivo e la capacità di dare al ritmo della narrazione delle accelerazioni sempre coerenti con la vicenda narrata. Ponti si dimostra poi intelligente ad affidarsi ancora una volta al volto stralunato e comico di un bravissimo Libero De Rienzo, attore in grado di regalare al suo personaggio estrema leggerezza ed insieme credibile profondità. Se Andata+ritorno funziona per la maggior parte della sua durata, è sicuramente merito del giovane caratterista, la cui verve si conferma dopo la bella prova in Santa Maradona. De Rienzo dovrà in futuro dimostrare di saper recitare anche altri ruoli oltre a quello del giovane un po’ scazzato, cinico ma in fondo buono; intanto, però, ce lo teniamo molto volentieri così. Accanto a lui, fra una serie di figure di contorno strampalate, parossistiche, assolutamente divertenti, una dolcissima e decisamente in parte Vanessa Incontrada.
Alla fine, dunque, Andata+ritorno possiede a tutti gli effetti una qualità che il nostro cinema ha in parte perso: la voglia di giocare con un registro narrativo e un tono che vira volentieri verso il surreale, verso un immaginario comico fatto di nonsense, di malintesi poetici, di confusione psicologica ed emotiva. Sorprendente per almeno un’ora, il film merita di essere segnalato come una delle pellicole più fresche e spigliate di quest’inizio d’anno.